Ricordi dello Starez Nicolai Guryanov (parte 2)

14. luglio 2021

elder nicolas gurjanov.

Per il padre spirituale del nostro monastero l'arciprete Andrea Lemeshonk l'incontro con lo starez Nikolai Guryanov (24 maggio 1909 - 24 agosto 2002) fu uno degli incontri più importanti della sua vita. In uno dei colloqui con i parrocchiani, gli fu chiesto di raccontare di padre Nicholai, e il prete condivise i ricordi dei suoi incontri con lui, le sue impressioni, le sue percezioni. Vi presentiamo oggi alcuni frammenti di questo racconto.

"E ora, Kolya, fino alla Seconda Venuta del Cristo..."

Padre Nikolai Guryanov raccontava della sua vita, che aveva tre fratelli morti in guerra: Michele, Pietro, Anatolio. Anche suo padre, Alexei Ivanovich, morì presto. Raccontava che suo padre era un uomo allegro, suonava la fisarmonica. Musicalmente, lo starez era come suo padre. E sua madre, Caterina Stefanovna, - una donna molto credente, visse con lui per molto tempo; lui si prese cura di sua madre. È sepolta su l'isola di Zalit, la sua tomba è nel cimitero dietro la casa del padre.

Nikolay Guryanov con sua madre

Lo starez parlava delle persecuzioni: un periodo terribile, la gente aveva tanta paura, ma resisteva difendendo la fede e questo non per coraggiosa spavalderia. Dio dava la forza... Quando fu in prigione per la prima volta, vide vecchi monaci e suore che gli dissero: "Noi non usciremo, ma tu uscirai, ricordati...". Ha memorizzato i canti e li ha portati con sé. Questa è una vera educazione. Questa è una fede viva! La fede degli asceti viventi. C'è stato un tempo in cui lui era un chierichetto dal Beniamino (Kazansky), Metropolita di Pietroburgo, che veniva a casa loro quando il futuro padre Nicolai era un ragazzo. Dicendo addio, il metropolita ha detto: "E ora, Kolya, fino alla Seconda Venuta..." Presto ci fu un processo e il vescovo fu ucciso. Il metropolita Beniamino fu poi canonizzato.

"Noi andiamo a vedere Dio in un uomo"

Ci si abitua alle parole. La cosa più importante è che una persona vada sull'isola dallo starez per vedere come si può essere, come si può amare Dio! Prima, quando era un po’ più giovane, padre Nikolai diceva: "Preghiamo" e subito faceva inchini. Esteriormente non c'era niente di speciale nella preghiera, proprio come nella Comunione, ma si sentiva tutto dopo: come era bello andare da padre Nicolai!

La cosa peggiore è che la gente può creare un idolatrare una persona, e questo è molto pericoloso! Padre Nicholai era un uomo con le sue, ma la grazia di Dio abitava già chiaramente in lui. Andavamo a vedere Dio in un uomo e a cercare la volontà di Dio attraverso l'uomo.

"Padre Nicolai rispetava la libertà della volontà di persona"

Spesso succede che alcune persone chiedono la benedizione per un impresa, ma il prete non consiglia e non benedice questa cosa. Non è facile accetarlo. La cosa più importante è l'amore , la fiducia in Dio. Il nostro prete aveva un quadro appeso sopra la sua scrivania, e c'era una grande icona del paradiso e dell'inferno. Continuava a dire: "Guarda, come è spaventoso lì, all'inferno... Che benedizione che tu sia venuto a Dio!".

Padre Nicolai non ci costringeva a fare nulla. Sono andato un giorno con un uomo e lui era appassionato di buddismo e diceva a padre: "Non mangio questo, non mangio quello". Ho pensato: "Ecco quanto lui è orgoglioso..." E il padre disse con calma: "Non mangi, va bene. Basta che leggi il Vangelo". E quell'uomo cominciò a leggere il Vangelo e lasciò tutte le eresie...

Nikolay Guryanov

Ad una persona viene fato notare qualcosa, ma lei non lo accetta, non va oltre la sua volontà umana. La volontà di Dio non sempre corrisponde con quello che vediamo meglio per noi. A volte tu ed io cerchiamo di persuedere i nostri cari verso il nostro punto di vista, insistiamo; tutto ciò non risulta a nostro favore.

Vedere Dio in una persona, trovare la pace in se stessi è lo scopo principale nell'Ortodossia. L'ortodossia è la potenza di Dio, che è resa perfetta nella nostra debolezza.

"Dobbiamo gioire!"

Comunicando con padre Nicolai si vedeva la sua mente, la sua parola viva, non morta. A volte c'era una battuta, nonostante la tristezza nei suoi occhi per quello che stava succedendo nel mondo: il padre voleva consolare la persona, dicendogli una parola che lo aiutasse ad uscire da questa o quella situazione. È molto importante per noi vedere questa luce, che può essere luce anche nelle tenebre. È importante per noi toccare l'esperienza degli asceti e dei santi padri, dove non c'è posto per lo scoraggiamento, la disperazione e il pessimismo.

Alcune persone oggi leggono opere moderne e ascetiche. A volte non c'è posto per la speranza: tutto è male, tutto è profanato dal peccato, tutto è inquinato, e allora ci si perde d'animo. Io stesso ho avuto spesso questi momenti in cui ero scoraggiato dalla mia famiglia: la scuola, gli amici, l'impatto. E i miei genitori non erano credenti.

Lo starez una volta mi ha fatto sedere: "Dovresti rallegrarti!". - e mi ha mostrato come dobbiamo gioire. Il prete ne parlava continuamente. L’ho guardato - il suo volto si è illuminato. Dopo di che mi è sembrato che lo sconforto che mi paralizzava si sia ritirato.

"Se un uomo ha bisogno di una risposta da Dio, la otterrà"

Ho dovuto parlare molto nella cattedrale, nei tempi quando ero semplice custode e quando non era presente il prete, ma la gente veniva con le domande e bisognava dare delle risposte. Ho chiesto a padre Nikolai come dovevo parlare, e se non era un segno di orgoglio. Mi ha detto, che era necessario parlare. Se una persona chiede e ha bisogno di una risposta da Dio, otterrà quella risposta. Non importa quanto sia debole la persona che risponde, Dio opera attraverso di lui. Vediamo questa esperienza nelle nostre sorelle della misericordia che, nonostante la loro mancanza di preparazione alla vita spirituale, a volte dicono cose incredibili! Il Signore opera, e questa azione la possiamo vedere direttamente nelle persone. Dà gioia e speranza, ci rafforza in quelle prove quando la gente tradisce e si allontana.

comunita di sorelle di carita

Immagino come difficile ascoltare per una persona anziana e sfinita dalla malattia... La gente viene con domande diverse e condizioni diverse, e quanto è difficile portare la croce della vecchiaia e consolare il prossimo! Questa è l'impresa suprema dell'amore cristiano. Portate i pesi gli uni degli altri... (Galati 6,2) Per me è stato un grande rafforzamento e aiuto. Ad un certo punto ho cominciato a giudicare i sacerdoti. E padre Nicolai disse: "Chi sei tu?". - "Un custode. Un campanaro". - "Perciò, tenete d'occhio e suonate la campana". Ho capito che devi guardare te stesso e fare ciò che ti hanno chiesto di fare. È facile giudicare dall'esterno. Ognuno è responsabile della propria obbedienza.

C'è stato un momento ho cominciato ad avere dubbi sull'uso della lingua russa in chiesa. - "Come sei stato battezzato?". - "In slavo ecclesiastico". - "Lascia che ti cantino in slavo ecclesiastico". Lo slavo ecclesiastico è la lingua in cui io e voi cerchiamo di parlare con Dio e di condurre i nostri servizi di culto.

In Estonia hanno cercato di introdurre un nuovo stile con la forza. E padre Nicolai ha sofferto anche per questo. Aveva anche una posizione di principio su questo tema.

"Non ci sono ricette pronte o parole stampate per tutti"

In ogni cosa non ci sono ricette pronte e parole stampate per tutti. Ho osservato spesso che una persona entra, fa una domanda e il prete dice una cosa. Con un’altra persona, la stessa domanda, e già la risposta è completamente diversa. Nelle diverse situazioni e circostanze della vita è necessario cercare l'unica risposta di Dio che sarebbe la sua salvezza. Usare le stesse risposte non è del tutto giusto e a volte è anche sbagliato. La parola è stata detta ad una persona in una certa condizione e situazione e poteva sopportarla. E dire la stessa parola a tutti, penso che non sia giusto. La parola dello starez che lui diceva ad una certa persona non può essere usata per me stesso. Per me, forse una parola totalmente diversa è necessaria.

Il mio pensiero è che la vita spirituale di un ortodosso richiede una tensione spirituale, una vigilanza, una domanda costante: "Signore, aiutami, cosa devo fare?". Perché sia le circostanze che le condizioni cambiano. La connessione con Dio non deve essere interrotta. Non possiamo dire che sappiamo già come fare e che lo faremo fino alla fine. Sorgono nuove situazioni, nuove domande, la gente deve rivolgersi a Dio per un consiglio, per un aiuto, e il Signore ci manderà delle opportunità secondo la nostra fede, secondo il nostro desiderio, per darci questa o quella parola per rafforzare, ammonire, aiutare in quella lotta, che ognuno di noi ha con il diavolo, con il mondo e con se stesso.

"Pensavo che non sarei mai diventato un prete"

Mi hanno chiesto di diventare prete. Avevo già rifiutato molte volte. Questo era la Provvidenza di Dio. Pensavo che non sarei mai diventato un prete. Quando ho visitato lo starez nel 1992, ha detto che sarebbe stato un peccato se mi rifiutassi questa volta. Ho accettato la sua parola con dolore, sapendo che tipo del servizio sarebbe stato, senza alcuna illusione. Ma la sua parola era decisiva, mi fidavo di padre Nicholai.

E di nuovo nella mia debolezza ho smesso di chiedere qualcosa. Ho visto con il mio esempio. Molti chiedono e poi non fanno nulla. Chiedono, dicono: "Voglio", ma quando iniziano le prove, la persona non lo fa comunque. Ho deciso per me stesso di non chiedere molto per non essere colpevole di non farlo, ma sapendo cosa avrei dovuto fare.

padre andre

L'esperienza riecheggia quella del San Nettario d’Optina, al quale coloro che venivano chiedevano: "Datemi una penitenza". Guardò la persona e rispose: "Pregate, pregate". Ha visto lo stato dell'uomo che non aveva la forza di portare la regola che gli era stata tolta, e la vita stessa ha dato all'uomo quelle condizioni in cui doveva sopravvivere e alzarsi da terra, e stare in piedi, e pregare per se stessi e per i suoi cari. Tribolazioni e prove che ci aspettano sono le pene e le sanzioni che dobbiamo sopportare e mai perdere la speranza dell'aiuto di Dio, non importa in quali situazioni ci troviamo.

"Se c'è Dio nella famiglia, allora niente è pericoloso"

Avevo anche una domanda per padre Nicolai. Ho cercato di convincere i miei figli a mettere le croci al collo anche a scuola. Ma ci sono stati momenti diversi. E lui ha detto: "Non è grave". Se c'è Dio in famiglia, allora nessuna scuola, nessun ateismo esterno, nessuna strada è pericolosa.

Tutti i momenti per cui i bambini cadono in queste situazioni - è al cento per cento la responsabilità dei genitori. Niente amore, niente calore, indifferenza, freddezza. Il calore non è solo vestiti e buon cibo. I bambini hanno bisogno di attenzione, di condividere il loro dolore, di ascoltarli. La cosa peggiore è quando non c'è fiducia. Anche se un bambino ha detto qualcosa di sbagliato, non bisogna condannare, ma cercare di dare consigli con amore, allora questo consiglio sarà accettato. Sto parlando di bambini più grandi. I bambini più piccoli hanno bisogno di essere educati. Ma anche qui nell'educazione ci deve essere l'amore al primo posto. Si può forzare qualcosa fino a un certo punto, ma poi succede il contrario: il ragazzino esce dall'obbedienza, e tutto comincia a ribollire. Perciò è molto importante che i bambini vedano in noi la bellezza interiore, la fede non deve essere a parole, e i bambini devono vedere che i loro genitori pregano, digiunano e leggono la Parola di Dio. E quando vogliamo chiamarci ortodossi, ma usciamo dalla chiesa e cominciamo a giudicare e condannare, loro, naturalmente, avranno dei dubbi dalla profondità della nostra fede. Sto parlando della mia esperienza personale di chiesa. "Cerca la pace in te stesso, e migliaia saranno salvati intorno a te".

"Perché vieni da me, stupido?

Mi ha davvero sorpreso quando padre Nicolai ha detto: "Perché vieni da me, stupido? Perché sprecate il vostro tempo, la vostra energia, il vostro denaro?". Queste parole erano così preziose per me! Un uomo non capisce per cosa la gente va da lui, cosa vuole da lui, pensa di non essere interessante.

E quando una persona dice: "Lasciate che vi aiuti, vi "rimprovererò" tutti" - provoca il dubbio, è arroganza. Tutte le cose spirituali sono poco appariscenti, discrete, non gridano di sé, non si fanno pubblicità.

"Ecco i soldi, costruisci"

Non abbiamo pensato di costruire nulla. Semplicemente visitavamo persone malate. All'improvviso, il metropolita Filarete (Vahromeev) ci benedice prima della fresta dell’Esaltazione della Santa Croce: "Prendete l’antimins e celebrate la Liturgia. " Prima portavamo i Sacri Doni con noi. Così abbiamo iniziato a celebrare la Divina Liturgia in ospedale. Abbiamo celebrato in una delle stanze dell’ospedale a Pasqua. Persone malate intorno, al Calice ... Questi momenti sono indimenticabili, incredibile.

Ma dopo abbiamo pensato di costruire la chiesa. Se c'è una chiesa, ci devono essere persone che aiutano sempre. Strappare le persone dalla famiglia non era giusto? Allora deve essere un monastero. È naturale. Le suore potevano pregare e stare qui tutto il tempo. Non c’erano dei fondi. Veniamo a padre Nikolai. "Vogliamo costruire. Cosa dobbiamo fare?". A quel tempo, i prezzi erano diversi, i mattoni erano costosi. All'improvviso il padre dice: "Ti darò qualcosa". Ha tirato fuori cinque rubli russi: "Ecco, prendi questi soldi, riuscirete a costruire". Era un simbolo! E abbiamo iniziato a costruire un monastero...

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