Bisogna cominciare a predicare con amore

4. agosto 2021

pretre orthodoxe russe

Quando leggiamo gli Atti e le Lettere degli Santi Apostoli, capiamo quanto fosse difficile per loro portare le persone alla fede.  

Spesso sentiamo che c'è un solo credente in una famiglia, e lui prega, ma i suoi parenti non lo capiscono e non condividono la sua fede e la sua gioia. Questo può farlo soffrire per anni. A volte cerca di parlare ai suoi parenti di Dio, della fede, ma l loro cuori rimangono chiuso. Che grande desiderio avere in famiglia coloro che potrebbero condividere la tua fede, coloro che pregano insieme e leggono i libri dei padri spirituali!   

Troviamo nel Vangelo la risposta al perché la gente, allora come oggi, sentendo la predicazione e vedendo le chiese non viene a Dio, “perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono” (Mat 13,13). È a causa dell'indurimento del cuore umano.  

Ecco perché la predicazione deve iniziare con il calore. Prima di tutto con la preghiera, e poi con l'amore, perché l'amore fa capire al nostro interlocutore che non ci è indifferente, che non lo chiamiamo come i fanatici che dicono: "Unitevi a noi e tutto andrà bene, stiamo insieme! Questa è un'altra cosa. Come chiamiamo le persone? Non solo per condividere il nostro punto di vista, ma per salvare le loro anime. Quando ci si preoccupa della salvezza dell'anima del prossimo oltre che della propria, allora forse non si dovrebbe predicare nulla. L'uomo stesso sente un legame con te, il tuo amore. È così che il Signore è venuto, è così che predicava e guariva la gente: tutti hanno visto il suo amore e hanno detto che era buono. Tuttavia, c'era chi non capiva questa bontà, questo amore, né la potenza delle sue parole e diceva che aveva un demone. Il cuore della gente era così indurito che già non credeva nella bontà e nella santità.  

Certo, bisogna cominciare da se stessi, bisogna guardare la propria vita! Siamo pigri a pregare, pigri a digiunare, pigri ad evitare di giudicare, pigri a cacciare dalla testa i pensieri orgogliosi e peccaminosi. Conosciamo il Vangelo, lo abbiamo letto molte volte, ma, sinceramente, non viviamo del Vangelo. Forse dovremmo iniziare con questo?  

Come ci poniamo di fronte a Dio? Siamo sinceri, puri e aperti a Dio? Se uno è aperto a Dio, allora è illuminato dalla Grazia, allora non può essere furbo o ipocrita. Ecco perché bisogna prima togliere la trave dal proprio occhio e poi si possono aiutare gli altri (Luca 6,42).  

Prete Sergio Cherniak

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