Cammino verso L'eternità

8. luglio 2021

il sermone del prete

Diciamo che ci affidiamo a Dio, che Dio stesso sistemerà tutto, ma ci si aspetta che parliamo e agiamo ora, immediatamente. Come possiamo sentire la voce di Dio nei nostri cuori duri, come possiamo credere che Dio possa parlare e amare anche attraverso di noi? Il nostro sforzo deve essere diretto ad accettare la volontà di Dio liberamente, senza superflue parole calde ed emozioni, in modo che la persona nel profondo, dentro di sé, riassuma tutto quello che gli è successo e prenda la decisione: "Sì, davvero, questa è la volontà di Dio. Questa è la mia croce. Non è giusto confortare la persona con qualcosa di superficiale, nutrirla con speranze fantasma. C'è una realtà e deve essere accettata. Dire alla persona che sa di essere malata mortalmente e che non si riprenderà mai, "Ti riprenderai" è molto crudele, ma preparare la persona all'Eternità significa mostrare un amore non esterno, non superficiale, ma profondo.

Tutto ciò che ci accade, accade per la Divina Provvidenza: la malattia che sarà con noi, la malattia che sarà in noi. Se la persona ha trovato Dio, tutte queste cose diventano la via per l'Eternità. Dio dice: Io sono la via (Giovanni 14,6). Se ci umiliamo e cerchiamo la Volontà di Dio in ogni cosa che ci succede, allora tutto sarà al suo posto. Se resistiamo, litighiamo, ce ne andiamo, fuggiamo, ci nascondiamo da Dio, allora iniziano sofferenze insensate, che inaspriscono e induriscono l'anima e questa diventa incapace di incontrare Dio, il suo Salvatore, e di entrare nel Regno dell'Amore Eterno.

Arciprete Andrea Lemesconok

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