IL DIGIUNO È UN MOVIMENTO INTERIORE VERSO DIO

11. marzo 2022

il- digiuno e un movimento interiore verso dio

La Grande Quaresima conduce l'uomo alla Pasqua, alla Risurrezione. Una persona limita i suoi bisogni di cibo, di divertimento. Naturalmente, il digiuno non è solo l’astinenza nel cibo, è il ripristino della pace interiore nel nostro cuore. Il movimento dell'anima verso Dio è una lotta contro il peccato. Il peccato distrae una persona da Dio, distrugge il mondo interiore, e così l'astinenza nella parola, nel pensiero, nel sentimento è la base del nostro movimento interiore verso Dio.

Perché il cuore possa accogliere l'amore di Cristo, deve essere aperto all'amore, alla compassione, all'umiltà e alla pazienza. Il peccato dimora in una persona, e il obbiettivo delle azioni esterne, l'astinenza esterna è concentrare tutte le forze nella lotta per la libertà interiore, per la bellezza interiore, che può essere donata solo dall'amore di Cristo.

La mente e i sentimenti di una persona intemperante e non umile vagano alla ricerca di cibo peccaminoso per le emozioni, per esprimere i propri desideri, per combatteresi con il prossimo. Il peccato mette radici che intrecciano l'intero mondo interiore e non permettono di concentrarsi, di vedere bene la vita intorno a noi.

Il digiuno consiste non solo nell'astinenza esteriore, ma proprio l'astinenza esteriore, astinenza nel cibo, nei divertimenti e nei piaceri, permette all'uomo di concentrarsi sul suo stato interiore, rimanere solo con se stesso e cercare di far entrare Dio nel suo cuore attraverso la preghiera e il pentimento.

Il peccato che entra in una persona distrugge il mondo interiore, rende una persona incapace di essere attenta e sensibile a ciò che sta accadendo dentro e fuori. E così non vediamo il nostro prossimo, offendiamo gli altri con la nostra parola, lo sguardo, il nostro comportamento e non ce ne accorgiamo. Viviamo nel modo che pensiamo sia più conveniente, più semplice, più ricco. E se nel nostro cammino incontriamo una persona a cui bisogna dare qualcosa, per la quale bisogna fare qualcosa, non ce ne accorgiamo o ci allontaniamo consapevolmente dal nostro prossimo. Manteniamo la nostra libertà immaginaria, la nostra l'indipendenza, non volendo ascoltare il nostro prossimo, non volendo obbedire, umiliarci davanti alla persona che ci sta accanto.

E questa vita, costruita sull'autostima, l'autoimportanza, l'orgoglio, rende la persona morta, incapace di vedere o sentire chi è vicino, e così Dio diventa morto per l'anima morta, che non ha pentimento, non ha amore, che è chiusa nel suo 'io' e non vuole conoscere nessuno tranne se stessa. E così, il digiuno attraverso l'astinenza esteriore mira ad addolcire il cuore, a ammorbidire la nostra anima per accogliere la Grazia, l'Amore di Dio, che ci ravviva, ci resuscita, ci rende partecipi della vita dell'età futura.

La Chiesa parla del Regno dei Cieli, ma il Regno dei Cieli inizia qui, sulla terra, quando il Signore entra nel cuore, quando cominciamo ad avere la compassione ed empatia per il prossimo. L'amore di Cristo è sacrificale e, se lo sentiamo nel nostro cuore, possiamo dare la mano al nostro prossimo, possiamo sostenerlo.

Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi (Gv 15,12). I frutti dell'amore di Dio, i frutti dello Spirito Santo sono la pace interiore e la bellezza di Dio in un uomo, che si esprime nella parola, nello sguardo e nei pensieri. La persona in cui Dio dimora, diventa fonte di amore e di pace. E acquisire la pace di Cristo, aprire il proprio cuore all'amore di Dio significa aiutare coloro che sono vicini a te. "Acquisisci la pace interiore e migliaia intorno a te troveranno la salvezza", ci dice San Serafino di Sarov.

La scuola dell'amore è l'Eucaristia. E durante la Quaresima, chiediamo aiuto di Dio nella nostra lotta con noi stessi, con il peccato che dimora in noi e ci impedisce di essere liberi, liberi in Dio.

La passione rende una persona schiava, la passione la blocca e la rende incapace di creare, inventare, costruire in questo mondo. La distruzione inizia quando il peccato si impossessa di una persona, e così la lotta per la pace interiore è l'inizio di creare in noi stessi quella pienezza, quella determinazione di cui abbiamo bisogno per andare alla Fonte della Vita per trarre da essa quell'amore che ci ravviva, ci resuscita.

Il cammino del digiuno è il cammino verso la Vita Eterna e lo percorriamo insieme con i nostri vicini. E l'astinenza non è tristezza esteriore, non è qualche aspra regola di vita esteriore. Questa è gratitudine a Dio per ciò che hai, questo è un atteggiamento attento a ciò che ti viene dato in questa vita, questo è la sopportazione umile di quei dolori, malattie e perdite che sono inevitabili in questo mondo. Un pensiero peccaminoso, una parola peccaminosa, e una persona perde il contatto con Dio e con il suo prossimo. Quindi, ovviamente, dobbiamo essere molto attenti a ciò che diciamo e a dove andiamo in questo mondo. Il peccato cerca di ingannare, cerca di diventare desiderabile, ma una persona deve pensare se ci sarà gioia dove non c'è amore di Dio, se ci sarà gioia dove penso solo di me stesso e rifiuto del prossimo; è possibile chiamare gioia la gioia che si costruisce sul peccato, sull'egoismo, sull'oltraggio al prossimo?

Pensiamo alle conseguenze dei nostri azioni in questo mondo, non affrettiamoci quando sembra che possiamo fare qualcosa senza pensare e ottenere un piacere immediato. Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo (Sal 125,5), e perciò, saziandoci del peccato, uccidiamo in noi stessi l'anima immortale, chiudiamo le porte del nostro cuore dall’amore ed essa muore.

Il digiuno ci aiuta a dare uno sguardo sobrio a noi stessi, a concentrare la nostra forza sullo stato interiore della nostra anima e vedere il nostro peccato. E preghiamo: “Concedimi di vedere i miei peccati e non giudicare mio fratello” (Dalla preghiera di Sant'Efrem il Siro).

Quante volte diventiamo ardenti difensori della vetirà! Rimproviamo, vediamo le infermità del nostro prossimo e lo condanniamo, ma non vediamo noi stessi, giustifichiamo il nostro peccato, e questa menzogna diventa la norma della nostra vita, la vita secondo i nostri desideri, secondo il peccato che ci indica cosa fare.

E così, entrando nel digiuno, guardiamo gli esempi dei santi padri che parlavano dell'astinenza interiore: “Se c'è in te amore, allora ti aiuterà a uscire da ogni situazione quotidiana senza perdere la pace e l'amore per il prossimo, e tutta la vita sarà un movimento delle anime verso il Regno Eterno dell'amore di Dio.”

Signore, aiuta tutti!

Padre Andrea Lemesconok

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