La storia della comunità delle sorelle della misericordia

18. agosto 2021

Comunita delle sorelle della misericordia

Le Sorelle della misericordia e le suore hanno lavorato nel Monastero di Santa Elisabetta, a Minsk, per oltre due decenni, fianco a fianco. Seguendo i passi della loro Patrona Santa Elisabetta e con la benedizione del padre Andrea Lemeshonok, il padre spirituale del Monastero di Santa Elisabetta, le suore eseguono i comandamenti del Signore nei luoghi in cui sono particolarmente necessari amore e cure: negli ospedali e negli istituti per bambini e adulti, oltre che in diversi centri di riabilitazione per tossicodipendenti e alcolisti.

La comunità in onore della Santa Martire Granduchessa Elisabetta fu fondata a Minsk nel 1994, quando i parrocchiani della Cattedrale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, recentemente riaperta, iniziarono ad aiutare con le riparazioni: ripulirono i rifiuti di costruzione e smontarono i muri temporanei all'interno della Cattedrale. A quel tempo, padre Andrea Lemeshonok, il futuro padre spirituale del Monastero di Santa Elisabetta, era già diventato sacerdote: celebrava funzioni nella Cattedrale e teneva incontri spirituali con i parrocchiani. Questi colloqui diedero origine al Monastero. Cinque anni dopo, nel 1999, fu fondato il Monastero in onore della Santa Martire Granduchessa Elisabetta.

Attualmente più di trecento Sorelle lavorano e servono nella comunità. Tra le persone delle quali si prendono cura ci sono pazienti di diversi ospedali di Minsk, nonché bambini con bisogni “speciali” e adulti con disabilità mentali di diversi istituti. Il consiglio d’amministrazione dell'ospedale ha approvato il servizio delle Sorelle, le quali sono state anche invitate a costruire una piccola chiesa ospedaliera.

Liturgia all istituto per bambini

Liturgia all’istituto per bambini

La comunità offre aiuto anche a persone che soffrono di dipendenza da alcol e sostanze. Le Sorelle gestiscono due case di accoglienza, sotenendole principalmente con i fondi che raccolgono producendo vari articoli religiosi per la Chiesa, oggetti sacri e altri prodotti.

padre Andrea Lemeshonok

Padre Andrea Lemeshonok

Padre Nicolai Gurianov, dell'isola di Zalit, è stato il mio padre spirituale per due decenni, - dice padre Andrea. - Un giorno sono andato da lui insieme ad alcune sorelle. Indossavano veli e grembiuli bianchi. Quando padre Nicolai ci vide, disse: "Guarda queste suore bianche!" Fu quello il giorno in cui ci benedisse per fondare il Monastero. Con sconcerto, replicammo: "Padre, non abbiamo soldi". Rispose dandoci un piccolo contributo "Ecco, prendi questa piccola moneta e la gente ti porterà il resto". Aveva ragione: ancora ad oggi le persone continuano a donare. Gli edifici che si stanno costruendo sul territorio del Monastero sono numeroso e rappresentano il “resto” di cui parlava.

Sorelle della Misericordia

Sorelle della Misericordia

Casa di accoglienza maschile

Un kolchoz (L’azienda agraria collettiva sovietica), nel 2000, donò un pezzo di terreno in un villaggio chiamato Lysaja Gora a 30 km dal Monastero della nostra Comunità. La terra non veniva coltivata da un decennio. VI erano solo argilla e pietre, non sembrava una terra fertile. C'era anche una stalla semidistrutta. Quell’estate lavorammo per renderla, nuovamente, ospitale.

Alla fine, siamo riusciti ad organizzare una casa di accoglienza per persone in condizioni di vita difficili, paralizzate dal peccato (i senzatetto, ex-detenuti, dipendenti dall’alcol o da droga) e per i bisognosi.

Suor Tamara, che è stata responsabile della Casa di accoglienza per tre anni, racconta: “Il fatto che i fratelli obbediscano a noi suore rimarrà, probabilmente, un mistero e un miracolo, per me e per le altre sorelle. Qui potrebbe accadere di tutto: omicidi, incendi dolosi, scontri violenti tra i residenti. Immagina un centinaio di alcolizzati, drogati ed ex-detenuti e solo due suore che si occupano di loro! Provo paura anche solo al pensiero di cosa potrebbe succedere. Tuttavia, con la Grazia di Dio, non c’è proprio niente di cui aver timore".

Attualmente ci sono 170 fratelli sotto le cure e la responsabilità delle suore nel Centro di riabilitazione. Il Monastero fornisce loro tutto ciò di cui hanno bisogno: vestiti, cibo, articoli igienici, medicinali, ecc. I fratelli lavorano nei cantieri, nella stalla, nell'orto, nel porcile e in altri luoghi E tutti i lavoratori ricevono un salario.

Casa di accoglienza per gli uomini

Lysaja Gora - Casa di accoglienza per gli uomini

A poco a poco vennero costruiti nuovi alloggi, un refettorio e una chiesa. I fratelli partecipano alla Liturgia, si confessano e prendono la Comunione, partecipano agli incontri e parlano con il loro padre spirituale ogni settimana. Dandosi turni, recitano il Salterio continuamente, 24 ore su 24.

Recitano Akatisto davanti all'icona della Madre di Dio, “Il Calice Inesauribile”, e partecipano alla Liturgia ogni mercoledì. Vengono celebrate una Liturgia e una Veglia notturna ogni sabato, che si celebrano alla vigilia delle domeniche. Ci sono anche lezioni di scuola domenicale per coloro che desiderano saperne di più sui princìpi fondamentali dell'Ortodossia.

L'astinenza da alcol e droga è una condizione importante per soggiornare nella casa di accoglienza. All'inizio, la "terapia" spirituale non sembrava aiutare: se uno dei residenti iniziava a bere, la maggior parte dei residenti seguiva il suo esempio.

- A volte gli abitanti cadono, nuovamente, nella tentazione - ammette padre Andrea. - Non puoi aspettarti che le persone che hanno passato tutta la vita a bere o in prigione migliorino immediatamente e siano creative. Cadranno e falliranno, più e più volte. Ciò che mi rende particolarmente triste è quando mi sento sospettoso e diffidente nei confronti di coloro che mi mentono ancora e ancora. Ci pentiamo tutti ma, poi, non manteniamo le nostre promesse, non è vero? Il Signore ci perdona, quindi dobbiamo perdonare anche gli altri.

Le visite regolari alle persone che sono isolate dalla società in una certa misura, le conversazioni con loro, il sostegno spirituale ed emotivo sono tra le priorità della comunità.

Le suore parlano di Dio e ascoltano i problemi e le esigenze dei pazienti. Leggono libri spirituali e aiutano i pazienti a prepararsi per i Sacramenti della Confessione e della Comunione.

A volte anche le donne che si trovavano in circostanze difficili si rivolgevano al Monastero di Santa Elisabetta. Per questo motivo, le suore hanno deciso di aprire una casa di accoglienza femminile su un apprezzamento dove c'era una base militare con una chiesa in onore di San Sergio di Radonezh.

Casa di accoglienza femminile

La casa di accoglienza per le donne del Monastero di Santa Elisabetta è stata costruita vicino al villaggio di Vishnevka, a 30 km da Minsk nel 2011. Ad oggi ospita donne in situazioni critiche, tra quali sono coloro che soffrono di abuso di alcol e droga, ex detenute, donne senza casa e disoccupate. Chiunque sia disposto a cambiare qualcosa nella propria vita può trovare rifugio e svolgere attività secondo le preprie capacità, rendendosi così utile.

Attualmente ci sono una trentina di donne nella casa di accoglienza. Vengono assistite dalla suora Barbara. Vivono in un edificio a due piani, 3-4 persone per stanza e mangiano insieme, Nelrefettorio, tre volte al giorno.

Le suore che svolgono la loro obbedienza a Vishnevka sono in stretto contatto con i servizi di protezione dell'infanzia perché, tra le residenti della Casa di accoglienza, ci sono diverse mamme con bambini. Vivono separatamente in due case unifamiliari. Queste donne sono già state testimoni di un miracolo nella loro vita: grazie al sostegno delle suore, sono riuscite a rimanere con i loro figli.

Dall’ottobre 2013, ogni martedì, si celebra la Divina Liturgia che, attualmente, si svolge nella chiesa di San Sergio di Radonezh.

Le donne residenti nella Casa di accoglienza svolgono lavori in base alle loro forze e capacità. Per lo più lavorano nell’orto, svolgono lavori artigianali e si prendono cura degli animali domestici.

la Casa di accoglienza per le donne

La Casa di accoglienza per le donne

Naturalmente, ci sono alcune attività stagionali. Ad esempio, coltivano funghi nelle cantine in inverno, mentre in estate raccolgono erbe medicinali per il nostro (ortica, menta, epilobio, ecc.…). Inoltre, vi sono laboratori di rilegatura e cucito.

A parte I servizi negli ospedali e nelle case di accoglienza, le Sorelle del Monastero di Santa Elisabetta svolgono le loro obbedienze di raccogliere offerte in varie località intorno a Minsk. Una Sorella ortodossa indossa un velo bianco con una croce dorata ricamata, prende una casetta per offerte e va in citta’, cosi ricorda la gente di Cristo, risponde alle domande, accetta le richieste di preghiera, invita a venire in Chiesa e aiuta coloro che non hanno la fede. E oltre a raccogliere donazioni , porta la consolazione ai cittadini. Ce ne sono dieci di questi luoghi in città.

Molte Sorelle dicono che la loro obbedienza é la loro vita: per avere abbastanza potere da portare amore e cura ad altre persone, bisogna avere accesso a una fonte di questo stesso potere. Ecco perché le suore, spesso, si confessano e prendono la Comunione.

Ad oggi, ci sono 130 suore e novizie nel Monastero di Santa Elisabetta e circa trecento sorelle della misericordia, le quali vivono altrove ma si recano in ospedali e in altri per servire Dio attraverso i bisognosi. Inaspettatamente per le Sorelle stesse, la costruzione della chiesa nell'ospedale si trasformò in un enorme complesso monastico con 3 magnifiche chiese, un campanile, diversi dormitori e un refettorio.

Le botteghe del Monastero di Santa Elisabetta

L'idea di aprire botteghe artigianali è nata dopo diversi tentativi infruttuosi di ottenere un prestito in banca.

Avevamo bisogno di soldi per la costruzione, - dice padre Andrea. - Sono andato in banca e ho cercato di convincerli a concederci un prestito. Purtroppo non ci sono riuscito. Ho dovuto concentrarmi nuovamente sull'idea di guadagnare soldi autonomamente, così che sono nate le nostre botteghe. Oggi abbiamo più di venti laboratori artigianali come, per esempio, un laboratorio di iconografia, un laboratorio di cucito, un laboratorio di ceramica, un laboratorio di pietra, una falegnameria, ecc. Abbiamo anche organizzato un lavoro a distanza per le persone disabili, cosicché possano lavorare da casa.

Apertura del laboratorio di cucito

Apertura del laboratorio di cucito

Innumerevoli sono i prodotti realizzati nel Monastero! Le Sorelle girano persino video e registrano audio, come racconti per bambini. Il Monastero dà lavoro ad oltre cinquecento persone. Alcune di loro erano pazienti della clinica psichiatrica e non erano in grado di trovare lavoro in città a causa dei loro problemi di salute. Tutti i dipendenti ricevono un stipendio. I prodotti creati nel Monastero di Santa Elisabetta sono molto richiesti sia in Bielorussia che all'estero.

Un monastero di solito è visto come un luogo tranquillo e appartato. Tuttavia, le nostre Sorelle viaggiano all’estero offrendo i nostri prodotti, - dice padre Andrea. - Quando le due parti della Chiesa russa non si erano ancora riunite, stavamo creando un ciborio per le reliquie di San Giovanni a San Francisco.

Le Sorelle partecipano a fiere e mercatini e organizzano feste ortodosse nei piccoli paesi. Non si limitano a proporre i loro prodotti, ma tengono anche discorsi missionari, proiettano film ortodossi e fanno concerti (ci sono due fantastici cori professionali nel monastero, il coro monastico e il coro festivo, dove i cantanti laici ortodossi possono servire Dio con i loro talenti) .

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